L’innovazione tecnologica è fondamentale per un’industria alimentare sostenibile

Nell’epoca di grandi cambiamenti climatici, economici, politici, sociali e demografici, la tecnologia fa ormai parte della nostra quotidianità. Ma sarà l’innovazione digitale a portare miglioramenti anche nell’industria alimentare? Che il digitale sia approdato nella filiera agroalimentare ormai è un dato di fatto, e l’uso dei droni, dei big data e dell’agricoltura 4.0 (che si potrebbe definire come un’agricoltura di precisione) ne sono la conferma.  

Le prospettive future riguardano il potenziamento della produzione e della distribuzione dei generi alimentari con l’utilizzo di novità in ambito digitale che permetteranno anche, si spera, una diminuzione degli sprechi e degli avanzi. Sarà quindi di fondamentale importanza la collaborazione tra gli agricoltori e i big della tecnologia per raggiungere l’obiettivo di un’industria sostenibile.  

Vediamo alcuni dati interessati, lo scorso anno il valore dell’innovazione digitale per il mondo agroalimentare ha raggiunto i 7,8 miliardi di dollari, superando quindi dell’11% il valore del 2017. Anche l’Italia ha registrato una crescita notevole del settore, ben 350% in più rispetto al 2017 e 22% in più rispetto al 2018, questo è stato possibile anche grazie all’impegno di 450 milioni di euro in investimenti privati e pubblici. 

Il primo dicembre è stato trasmesso l’evento “Resetting the Food System from Farm to Fork – Setting the Stage for UN 2021 FOOD Systems Summit” promosso dalla Fondazione Barilla in collaborazione con FoodTank per discutere e confrontarsi sulle possibili alternative per un sistema alimentare più sostenibile in grado di conquistare sia gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima sia i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’ONU. All’incontro hanno partecipato più di 30 esperti tra cui: David Beasley, direttore esecutivo del World Food Programme (WFP – Premio Nobel per la pace 2020); Janusz Wojciechowski, commissario europeo per l’agricoltura; Jannes Maes, presidente dell’organizzazione dei giovani agricoltori europei (CEJA), Edie Mukiibi, vicepresidente dello Slow Food International e Didier Toubia, Co-Founder e CEO Aleph Farms. Quest’ultima è un’azienda israeliana produttrice di carne attraverso le cellule dei bovini che è impegnata nella realizzazione di una piattaforma per produrre il prodotto in grandi quantità, garantendo così un prezzo competitivo e accessibile a tutti. Il successo di questa sfida incentiverebbe sicuramente la lotta contro il cambiamento climatico riducendo le emissioni degli allevamenti e lancerebbe sul mercato un prodotto totalmente cruelty free

“La tecnologia sarà il motore per ripensare i sistemi alimentari?” è uno dei panel di approfondimento discusso durante l’evento che ha affrontato il tema dell’innovazione e come si legge nel comunicato stampa: “il mondo dell’agroalimentare è ancora troppo poco digitalizzato. L’ “Internet delle cose” ha il potenziale per dare vita a una rivoluzione concreta. Esperti di tecnologia, policy e venture capital discuteranno di come il sistema alimentare possa sfruttare l’innovazione tecnologica – a partire dalla digitalizzazione delle informazioni e dalla creazione di reti di scambio di dati e buone pratiche – sia in ambito imprenditoriale che nei contesti urbani e periurbani, per favorire scelte alimentari più sane e consapevoli.”   

Nei prossimi anni, forse, avremo la possibilità e la fortuna di assistere ad importanti innovazioni in campo tecnologico e digitale che potranno così dar vita a sistemi alimentari sempre più sostenibili. 

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