eSports: come la tecnologia ha permesso lo svolgimento di alcune competizioni durante la seconda ondata

Gli eSports sono in continua evoluzione da anni e oggi giorno non ospitano solo eventi di importanza mondiale riguardo videogiochi sparatutto, ma anche di giochi che simulano sport reali. Si tratta di eventi sportivi che si svolgono su dei videogiochi che hanno una struttura competitiva, ovvero hanno la possibilità di mettere in competizioni più persone sia in ambito locale che globale, tramite internet.

Qualcuno si domanda: “Ma davvero sono considerati sport?”. La risposta è sì, gli eSports sono sport a tutti gli effetti, poiché non è solo un passatempo lo “stare incollati davanti allo schermo”, nel caso di player riconosciuti e professionisti, che per lavoro “giocano” anche dodici ore al computer, allenandosi, migliorandosi sempre di più nel gioco per arrivare al top.

Il mondo E-sport si è esteso anche ad eventi che si svolgono nella realtà come il calcio, il basket, ma anche Moto Gp e Formula 1. Basti pensare che già da qualche anno assistiamo allo sviluppo di questa “branca” virtuale di sport reali. È proprio in occasione della pandemia globale che eventi come Moto Gp e Formula 1 sono potuti continuare tramite simulatori. Nello specifico, quando a marzo sì è scatenata la diffusione del virus, le dirigenze di Moto Gp e Formula 1 hanno deciso di provare a far continuare le competizioni tramite i rispettivi simulatori. Una scelta che ha ripagato soprattutto in termini di seguito da parte del pubblico, che ha potuto continuare a fruire delle competizioni motoristiche nonostante il mondo fosse totalmente fermo.

Le competizioni si sono svolte su Motogp 20 e F1 2020. Entrambi sono videogiochi sviluppati con in mente la concezione di ricreare nel modo più fedele e realistico possibile le gare sia delle due ruote che delle quattro ruote.

Ovviamente le gare virtuali si sono svolte da remoto con i vari piloti collegati alle loro console, seguendo un regolamento diverso da quello classico reale. Questo ha permesso di vedere i piloti competere anche in situazioni “particolari”, avendo la possibilità di poter parlare tranquillamente tra loro durante la competizione e di poter rivivere la sensazione di guidare, passione che li ha portati a fare quello che fanno.

Questo dimostra come anche gli “sport virtuali” abbiano la possibilità di poter far aggregare, riunire e addirittura far partecipare i fan di questo o l’altro sport senza differenza alcuna. Ma soprattutto ha dimostrato quanto il mondo degli E-sport sia seguito sia da pubblico che aziende, e che quindi ci possa essere in futuro la possibilità di poter vedere parallelamente sia eventi virtuali che reali in clima di coesione e di come la tecnologia se usata a dovere possa aiutare l’uomo a superare momenti difficili come quelli attuali.

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