Tecnologia

Project Guideline: l’app di Google che permetterà ai non vedenti di correre

Sembrerebbe un’utopia ma è realtà: i non vedenti potranno fare jogging per la città grazie all’invenzione di un’app apposita. Questo spiraglio di luce viene da Google che sta mettendo a punto un’applicazione studiata per permettere agli ipovedenti e ai non vedenti di fare attività fisica all’aperto e in autonomia. 

L’app in questione si chiama Project Guideline e prevede una sorta di guida che fa tenere traccia del percorso a chi la usa, attraverso dei segnali audio. Per utilizzarla, la persona deve indossare un’imbracatura attorno alla vita e delle cuffie, che dovranno essere entrambe connesse a un telefono Android. La fotocamera fa da occhi per tracciare il percorso e l’app invia dei segnali audio alle cuffie che vibrano vicino all’orecchio. Se il corridore si allontana troppo dal percorso, il suono diventa sempre più forte.

L’app non ha bisogno di una connessione a internet ed è in grado di tenere in considerazione una serie di fattori come le condizioni metereologiche e il grado di illuminazione. Per il momento si tratta solo di un progetto di ricerca allo stadio iniziale ma sembra alquanto promettente.

Il sistema è stato sviluppato da Google con l’aiuto di Thomas Panek, un appassionato runner ipovedente, nonché presidente e CEO di Guiding Eyes for the Blind, una delle undici scuole accreditate negli Stati Uniti per l’addestramento di cani guida. 

Thomas dice: “Ho sempre amato correre. Fin da quando ero bambino, correre mi faceva sentire libero. Poi all’età di otto anni mi sono accorto che non riuscivo a vedere bene le foglie sugli alberi e che le stelle in cielo iniziavano pian piano a scomparire, fino a quando non lo hanno fatto definitivamente. Da giovane adulto sono stato diagnosticato come ipovedente a causa di una malattia genetica. Da allora mi sono dovuto affidare ai bastoni da passeggio e ai cani guida. Per anni ho smesso di correre”.

Thomas ha ripreso a correre solo dopo aver scoperto di poterlo fare con una guida umana, partecipando anche alle maratone di New York e Boston. Quello che desiderava, però, era essere indipendente, così ha abbandonato le sue guide umane e ha iniziato a partecipare alle maratone solo con l’ausilio dei cani guida. Essendo il Ceo di una scuola di addestramento per cani guida, conosce la situazione molto bene e la sua preoccupazione era che non tutti avessero la possibilità di affidarsi a un amico a quattro zampe. “Il problema è che ci sono molte più persone con problemi visivi di quanti siano i cani disponibili” afferma. Da qui è nato il quesito: “Sarebbe possibile aiutare un runner non vedente, con una guida che gli permetta di correre in autonomia?”. 

Così, nel 2019 pone la domanda a un gruppo di progettisti ed esperti di tecnologia a un hackathon di Google. Lui pensava di aver fornito semplicemente un interessante tema di dibattito, ma i progettisti lo hanno preso sul serio e da allora sono all’opera per trasformare un sogno in realtà.

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