Innovazione

Assist Data di Gianni Prandi trova cura hi-tech per salvare le api

Le api sono uno dei simboli della lotta al cambiamento climatico e delle campagne di sensibilizzazione per tutelare l’ambiente. Fondamentali per la biodiversità grazie al loro ruolo di impollinatrici, le api rischiano di estinguersi a causa soprattutto dell’inquinamento da pesticidi e dal ciclo ormai sconvolto delle stagioni.

Molti ricercatori si sono dati da fare per trovare soluzioni efficaci che potessero salvaguardare questa preziosa specie di insetti e contrastare la Sindrome da spopolamento degli alveari (Ssa). Assist Data, azienda legata ad Assist Group e fondata da Gianni Prandi, ha proposto una cura hi-tech che si basa sull’analisi dei dati. Inserendo dei sensori alimentati ad energia solare all’interno delle arnie, vengono raccolti dati relativi al comportamento delle api, fornendo informazioni utili alla loro salvaguardia come il grado di umidità, la temperatura, la luce, il peso dell’arnia e i movimenti in ingresso e in uscita delle api. I dati vengono poi registrati e trasmessi tramite un’app due volte al giorno.

Gianni Prandi conosce bene questi insetti in quanto fanno parte della sua vita da tempo. “In questo progetto – dice – ho messo l’esperienza della mia famiglia che alleva le api da anni. Non mi rassegno all’idea che si possa rinunciare alla meraviglia di questi insetti”. “Per produrre un solo chilo di miele le api devono visitare 4 milioni di fiori e volare per 150mila chilometri”, spiega.  Tra i primi a muoversi nel settore delle tecnologie avanzate, Assist Group riesce ad essere sempre al passo con l’innovazione. Il legame con le proprie radici emiliane, “intrise di concretezza e di amore per la natura”, spinge il Gruppo verso “un’imprenditoria al servizio della comunità”. “Questa vocazione – sottolinea il fondatore di Assist Group – ci spinge a investire in soluzioni evolute per affrontare i guasti dell’ambiente. Dobbiamo pensare al futuro dei nostri nipoti e un futuro senza api è un problema anche per l’agricoltura”.

Per riuscire a portare avanti progetti di questo tipo in Italia, bisogna però sempre superare l’ostacolo della macchina burocratica. “C’è il grande problema della burocrazia”, osserva Gianni Prandi, e poi pesa anche “il fatto che non c’è apertura nei confronti delle novità. C’è una difesa del territorio e del mestiere da parte di tutte le organizzazioni”. “Se ci sono sistemi nuovi, evoluti e che permettono di dare lavoro ai giovani perché non investirci?”, si domanda il fondatore di Assist Group.

Per maggiori informazioni:

https://www.editorialedomani.it/fatti/nuove-norme-e-nuova-tecnologia-cosi-possiamo-salvare-le-api-ps4zdc1s

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