“Nel Paese esiste un patrimonio imprenditoriale di grandissima qualità, fatto di imprese che innovano, crescono e competono sui mercati globali. Spesso, però, non ricevono la visibilità che meritano”: con queste parole il CEO Gian Maria Mossa ha rimarcato la necessità di creare “un collegamento più diretto tra risparmio privato ed economia reale”, che è alla base di PMI2Change, progetto lanciato ufficialmente a inizio luglio a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana.
L’iniziativa è la risposta di Banca Generali alla necessità di “rafforzare i canali d’incontro tra capitale e impresa, raccontando meglio le eccellenze italiane e sostenendone la crescita”. Dopo aver sviluppato l’indice Intermonte Valore Italia, che comprende 100 società quotate escluse dal FTSE MIB e selezionate sulla base di criteri qualitativi, l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa ha lanciato Investlinx Intermonte Valore Italia, il primo ETF a gestione attiva e PIR compliant dedicato alle PMI italiane, con l’obiettivo di investire nell’universo di società individuato dall’indice: a meno di tre mesi dal lancio, l’Investlinx Intermonte Valore Italia ha raccolto 100 milioni di euro.
“Siamo orgogliosi di questo traguardo, non solo simbolico, che ci posiziona tra i primi investitori in Italia sulle piccole e medie aziende quotate“, aveva commentato Gian Maria Mossa a fine settembre. L’obiettivo è raggiungere 500 milioni di euro di raccolta nel medio termine, sostenendo flussi giornalieri compresi tra 1 e 2 milioni di euro per ridurre lo sconto con cui le PMI italiane sono valutate sul mercato: oggi, infatti, rappresentano circa l’80% delle società quotate a Milano ma appena il 3% della capitalizzazione complessiva. Inoltre, sono valutate con uno sconto che arriva fino al 40% rispetto alle aziende maggiori: un divario che non rispecchia necessariamente la solidità dei fondamentali.
L’ETF e l’indice Intermonte Valore Italia rappresentano i primi tasselli dell’iniziativa PMI2Change, volta a valorizzare le piccole e medie imprese italiane e a favorirne l’accesso ai capitali. Le società incluse nell’indice occupano complessivamente quasi 120.000 persone e hanno registrato una crescita media annua del fatturato pari al 16%. Dal punto di vista settoriale, industria, salute, beni di consumo discrezionali e tecnologia rappresentano il 77% dell’indice, delineando un’esposizione differenziata rispetto al mercato azionario italiano, tradizionalmente caratterizzato da una maggiore concentrazione nei comparti finanziario e delle utility.
PMI2Change guarda anche alle imprese non ancora quotate, sempre nell’ottica di accompagnarle verso il mercato dei capitali. Banca Generali e Intermonte sono al lavoro insieme a Borsa Italiana e PwC Italia per organizzare nei prossimi mesi un roadshow nelle principali aree del Paese, con l’obiettivo di incontrare gli imprenditori e “raccontare loro le opzioni che il mercato mette a disposizione per la valorizzazione, il rafforzamento e la pianificazione del futuro della propria impresa”, come ha spiegato anche il CEO Gian Maria Mossa.
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