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Garante Privacy e Facebook contro il Revenge Porn

In una società sempre più tecnologica, dove le informazioni vengono diffuse a una velocità senza precedenti, il rapido scambio di dati talvolta diviene un vero e proprio problema. Ciò accade quando le informazioni in questione riguardano dati sensibili di persone che divengono vere e proprie vittime di uno scambio feroce, fuori da ogni controllo. 

Negli ultimi anni sono state tante le notizie di persone (soprattutto donne) che si sono tolte la vita in seguito alla diffusione illecita di immagini o video personali e sessualmente espliciti. Nonostante il fenomeno sia in diffusione sempre maggiore, soltanto il 17 luglio 2019 è stato approvato in via definitiva il disegno di legge su ciò che ha preso il nome di “revenge porn”, introducendo il reato di diffusione di  immagini o video con contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone rappresentate da parte di chi queste immagini le ha realizzate e da parte di chi le riceve e contribuisce alla loro ulteriore diffusione al fine di creare nocumento alle persone rappresentate.

Si tratta di una forma avanzata di cyberbullisimo e il materiale pornografico può essere carpito in diversi modi, tra cui la ripreso di immagini e video della vittima durante momenti intimi attraverso telecamere nascoste e l’hacking dello spazio cloud della vittima.

Contro il Revenge Porn, definito anche come “pornografia non consensuale” e “pornovendetta”, il Garante della Privacy (un’autorità amministrativa indipendente istituita dalla cosiddetta legge sulla privacy) ha deciso di mettere a disposizione sul proprio sito un canale di emergenza.

Le persone che hanno paura di un’eventuale diffusione delle loro foto o dei loro video intimi su Facebook o Instagram, avranno la possibilità di segnalare questo rischio e ottenere che le immagini siano bloccate. La segnalazione può essere effettuata su un canale attivato da Facebook lo scorso anno in Italia, come programma pilota.

Dall’8 marzo, le persone maggiorenni potranno utilizzare la piattaforma del Garante della Privacy per segnalare la possibile trasmissione di foto o video intimi sul web, così da farle bloccare evitando qualsiasi rischio. La segnalazione prevede anche la compilazione di un modulo per fornire le informazioni del caso all’Autorità, in seguito sarà necessario caricare le immagini sul programma attraverso un link. Facebook sarà così in grado di cifrare le immagini caricate attraverso un codice “hash”, rendendole irriconoscibili prima di distruggerle. Ma non solo, le foto diventeranno anche impossibili da pubblicare su Facebook e Instagram.

Questa non è di certo una soluzione definitiva, visto che esistono tanti altri canali online e offline per diffondere materiale privato e a carattere sessuale, ma potrebbe costituire un modello di riferimento per tante altre piattaforme e social in uso da milioni di utenti.

Se è vero che la tecnologia informatica costituisce alcuni casi un mezzo pericoloso, soprattutto per i giovani, è anche vero che essa stessa può anche fornire delle soluzioni ai problemi che nascono in rete. 

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