Come saranno gli ospedali di domani? La risposta passa da una parola chiave: complessità. A sostenerlo è Stefano Carera, architetto e Project Manager di Tecnicaer Engineering, la società di ingegneria guidata da Fabio Inzani e partner platinum della Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures del Politecnico di Milano.
Futuro e ospedale sono accomunati dalla necessità di governare la complessità. Le strutture sanitarie del domani dovranno rispondere a esigenze che cambiano in fretta, con tempi sempre più stretti e richieste sempre più dirette. È una visione coerente con l’approccio di Tecnicaer Engineering, impegnata nella progettazione di infrastrutture sanitarie in grado di evolvere insieme ai bisogni di cura e alle innovazioni tecnologiche. Oggi è necessario pensare a un modello modulare: una base progettuale ordinata e stabile su cui inserire diversi moduli funzionali. Questi moduli possono essere adattati alle nuove esigenze cliniche e organizzative; ricostruiti o sostituiti quando diventano obsoleti; aumentati o ridotti in base alla domanda di servizi; modificati in tempi rapidi, senza stravolgere l’intero complesso. La modularità è quindi il modello su cui riflettere per gli sviluppi futuri dell’edilizia sanitaria.
Su questa visione la realtà guidata da Fabio Inzani contribuisce alla ricerca sull’ospedale del futuro, portando l’esperienza maturata sul campo nel dialogo con università, imprese e istituzioni. La Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures si rivolge a imprese e istituzioni per sviluppare strategie evolutive di innovazione progettuale, tecnologica, organizzativa, costruttiva e gestionale. L’obiettivo è accompagnare la transizione della sanità da un modello esclusivamente ospedale-centrico a un modello user-centered sostenibile, inserito in una rete territoriale fisica e digitale.
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