Nel mondo delle costruzioni, la quarta edizione della Infrastructure Academy segna un nuovo punto di incontro tra innovazione tecnologica e gestione sostenibile delle opere pubbliche, con uno sguardo concreto al futuro delle infrastrutture italiane. L’evento, promosso da Hilti in collaborazione con AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili – riunisce a Pietrarsa istituzioni, aziende, progettisti e gestori per condividere esperienze, casi studio e strumenti operativi lungo l’intera filiera. L’idea di fondo è trasformare un singolo appuntamento in una piattaforma stabile di confronto, in cui dati, tecnologie e visioni strategiche si intrecciano per ripensare il ciclo di vita delle opere civili dalla progettazione alla manutenzione.
Dietro l’iniziativa c’è la consapevolezza che il comparto infrastrutturale soffre ancora di produttività limitata in cantiere, emissioni elevate e difficoltà nel rinnovare il proprio capitale umano. A questa fotografia si sommano le sfide legate alla scarsità di profili specializzati e al gap di genere, che rendono il settore poco attrattivo per le nuove generazioni. In questo scenario, la sostenibilità infrastrutturale non viene più letta come etichetta di marketing, ma come leva per intervenire su efficienza operativa, impatti ambientali e qualità delle condizioni di lavoro.
Uno dei messaggi chiave emersi dall’Academy è la necessità di superare la logica della “singola opera” per adottare una visione sistemica delle reti di trasporto, energia e servizi. Vedere l’infrastruttura come un sistema interconnesso significa ragionare in termini di resilienza complessiva, capacità di adattamento climatico e continuità del servizio, non solo di consegna del cantiere nei tempi previsti. In questo contesto Hilti Italia si propone come attore “trasformativo”, lavorando insieme a investitori, general contractor e operatori della manutenzione per allineare obiettivi di produttività, sicurezza e riduzione delle emissioni.
La digitalizzazione end-to-end è l’altro pilastro discusso alla Infrastructure Academy, dove software di gestione, piattaforme connesse e tracciamento degli asset diventano strumenti concreti per ridurre sprechi e tempi morti in cantiere. Attraverso soluzioni cloud e sistemi di inventory digitale è possibile sapere in tempo reale dove si trovano attrezzature, utensili e materiali, chi li sta utilizzando e con quali carichi di lavoro. Questo flusso continuo di dati abilita processi più snelli, semplifica la pianificazione delle attività e crea le basi per un modello di gestione realmente data-driven, anche in ottica PNRR.
La sicurezza operativa resta un tema centrale, non solo dal punto di vista normativo ma soprattutto culturale, perché la sfida è trasformarla da obbligo formale a componente naturale del modo di lavorare. In questa direzione si inseriscono esoscheletri e dispositivi ergonomici che riducono lo sforzo fisico degli operatori, consentendo di contenere gli infortuni da sovraccarico e di estendere nel tempo la piena operatività dei lavoratori più esperti. Tecnologie di questo tipo rendono i cantieri sicuri anche più produttivi, perché abbassano la fatica, migliorano la qualità delle lavorazioni e ampliano il bacino di persone in grado di svolgere determinate mansioni.
L’attenzione si sposta poi sullo smart monitoring, ovvero sull’evoluzione del BIM tradizionale verso modelli digitali arricchiti da sensori IoT e dati in tempo reale. La combinazione tra rilievi 3D, gemelli digitali delle opere (Digital Twin) e algoritmi di intelligenza artificiale permette di individuare pattern di degrado, anomalie strutturali e criticità legate al rischio climatico prima che queste si traducano in emergenze. In questo modo la manutenzione diventa predittiva, con interventi mirati che prolungano la vita utile dei ponti, delle gallerie e delle grandi infrastrutture, riducendo al contempo i costi lungo tutto il ciclo di vita.
Un altro filone discusso riguarda la decarbonizzazione misurabile, non più solo annunciata ma ancorata a indicatori chiari e certificabili. L’uso crescente di attrezzature a batteria ad alte prestazioni in sostituzione delle soluzioni a combustione, insieme a metodologie come LCA ed EPD, consente di quantificare l’impatto ambientale di materiali, cantieri e processi lungo tutte le fasi dell’opera. Questo approccio “by design”, supportato da KPI ESG condivisi, aiuta le imprese a dimostrare la propria performance di sostenibilità e ad accedere più facilmente a capitali dedicati alla transizione verde.
Infine, la centralità del capitale umano emerge come elemento trasversale a tutti i panel della IV edizione della Infrastructure Academy, dal reskilling tecnico alla leadership orientata alla sicurezza. Il modello di business a vendita diretta di Hilti valorizza la competenza delle persone sul campo, affiancata da programmi di formazione continua, strumenti digitali e iniziative sociali promosse anche attraverso la Hilti Foundation. L’idea è che l’innovazione non sia solo tecnologica ma anche organizzativa e sociale, con ricadute concrete sulla qualità del lavoro, sull’attrattività del settore e sull’impatto positivo delle infrastrutture nei territori.
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