Cybersecurity

Keyless acquisita da Ping Identity: svolta nella sicurezza

Nel pieno della crescita delle frodi digitali, tra tentativi di phishing, social engineering e attacchi sempre più sofisticati ai servizi online, la sicurezza dell’accesso sta diventando un tema centrale per aziende, banche e utenti. In questo scenario si inserisce Keyless, realtà nata a Roma e oggi finita sotto i riflettori internazionali dopo l’acquisizione da parte di Ping Identity, player statunitense specializzato nella gestione delle identità digitali.

La società italiana ha sviluppato una tecnologia di autenticazione biometrica che punta a rendere il login più rapido e più sicuro, superando i limiti dei codici via SMS e dei PIN tradizionali. In pratica, dopo l’inserimento delle credenziali, l’utente può essere verificato con una scansione facciale avanzata, progettata per offrire un livello di protezione superiore rispetto al normale riconoscimento presente sugli smartphone. Il cuore della soluzione è una tecnologia proprietaria basata su Zero-Knowledge Biometrics, che combina privacy, crittografia e verifica dell’identità in tempi molto rapidi.

Secondo quanto raccontato dal Ceo Andrea Carmignani, il progetto è nato circa sette anni fa dall’iniziativa di tre italiani e un socio tedesco, e nel tempo è cresciuto fino a coinvolgere oltre 50 ricercatori, con una presenza anche a Londra. Il team si è rafforzato con figure di alto profilo nel campo della cybersecurity e della ricerca, contribuendo a consolidare una proposta tecnologica che punta a risolvere un problema molto concreto: riconoscere con precisione un utente reale quando altri sistemi di accesso falliscono.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il modo in cui viene gestita la sicurezza senza sacrificare l’esperienza d’uso. La verifica non si limita all’immagine acquisita dalla fotocamera, ma integra anche segnali comportamentali e dinamici, come il movimento del dispositivo e altri micro-indicatori. Questo approccio aumenta la capacità di distinguere un accesso autentico da un tentativo fraudolento, un punto chiave soprattutto per il settore bancario, dove la protezione dei dati sensibili e dei conti online è una priorità assoluta.

Nel racconto del Ceo emerge anche un passaggio importante sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei dati sintetici, una scelta che rafforza l’attenzione alla riservatezza. “Per fortuna – racconta Carmignani – abbiamo iniziato a usare l’intelligenza artificiale già da diversi anni, per generare dati sintetici: siamo, infatti, una società che rispetta la privacy degli utenti e quindi non abbiamo mai addestrato l’algoritmo su dati pubblici, veri, ma solo su informazioni create artificialmente tramite algoritmi che imitano i dati reali.” Una linea che, oltre a tutelare gli utenti, ha consentito di affinare i sistemi anti-frode e migliorare la capacità di analisi del comportamento durante il login.

Lo stesso Carmignani sottolinea il livello di evoluzione raggiunto dalla piattaforma: “Un algoritmo – aggiunge il Ceo – che analizza microframe e segni comportamentali che ci dà la certezza che si tratti della persona giusta”. È proprio questa combinazione tra riconoscimento facciale avanzato, verifica comportamentale e infrastruttura crittografica a rendere il progetto italiano interessante per il mercato globale dell’identity security.

L’operazione con Ping Identity rappresenta quindi un passaggio strategico non solo per l’azienda, ma anche per l’ecosistema tecnologico italiano. Dopo una crescita sostenuta, partita dai principali gruppi bancari e proseguita anche su scala internazionale, la piattaforma entra ora in una fase di espansione più ampia. Per il settore, è un segnale chiaro: la domanda di sistemi di autenticazione forte, privacy-by-design e contrasto alle truffe online continuerà ad aumentare, e soluzioni nate in Italia possono ritagliarsi un ruolo concreto nei mercati più competitivi.

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