Il primo passaporto digitale al mondo per gli assistenti umanoidi è stato sviluppato dai ricercatori dell’azienda padovana EZ Lab. Denominato Drp (Robot Digital Passport), il sistema introduce uno standard tecnologico inedito su scala globale nella gestione della robotica avanzata. Attraverso questa applicazione, è possibile identificare rapidamente un robot umanoide con una singola operazione digitale, accedendo in pochi minuti a un quadro informativo completo che include i dati di proprietà, lo stato di efficienza del dispositivo e i canali di assistenza tecnica da attivare in caso di anomalie o malfunzionamenti.
La progressiva e massiccia integrazione degli assistenti artificiali all’interno dei contesti urbani e dei flussi lavorativi rende ormai imprescindibili l’adozione di sistemi di monitoraggio continui e la tracciabilità univoca della proprietà. Questa esigenza di regolamentazione e controllo risponde a una fase di sviluppo industriale accelerato: i dati di mercato evidenziano infatti come la produzione e la distribuzione globale di robot umanoidi abbiano superato i 18.000 esemplari, registrando un incremento del 508% e delineando prospettive di espansione ancora più consistenti nella proiezione verso il 2030.
Il debutto internazionale del passaporto digitale per robot si è consolidato attraverso la presentazione ufficiale a New York e il successivo posizionamento di rilievo a VivaTech Parigi, il principale appuntamento fieristico europeo dedicato all’innovazione tecnologica. Lo sviluppo di questa soluzione si deve alle competenze di EZ Lab, tech-company del Nordest specializzata nell’ecosistema MarTech e focalizzata sull’applicazione di tecnologie avanzate per la valorizzazione e l’ottimizzazione delle catene produttive.
“Stiamo assistendo a una nuova rivoluzione tecnologica che porterà i robot a essere sempre più presenti nella nostra vita quotidiana e nelle attività lavorative. Per questo è importante iniziare da subito a dare loro un’identità digitale che permetta di risalire alle loro caratteristiche, a chi appartengono e chi contattare in caso di necessità. Se un robot si blocca in un luogo pubblico o manifesta un comportamento anomalo, deve essere possibile identificarlo rapidamente e risalire al soggetto responsabile”, ha dichiarato Massimo Morbiato, Ceo di EZ Lab.

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