RISEN e il nuovo progetto per digitalizzare e automatizzare la scena del crimine

L’innovazione e lo sviluppo tecnologico hanno ormai digitalizzato la nostra vita quotidiana e sempre più imprese, dal settore alimentare, a quello del design fino ad arrivare a quello medico, si affidano all’high-tech per migliorare e ottimizzare le proprie performance.  

Le alte prestazioni e il successo della tecnologia avanzata approdano anche nel mondo delle indagini e delle ricerche scientifiche e infatti la scena del crimine è in procinto di fare un passo in avanti e diventare un’industria smart 4.0 basata sull’automazione e sulle innovazioni digitali. 

Oggi parliamo appunto del nuovo progetto europeo RISEN (Real-tIme on-site forenSic tracE qualification) sostenuto da più di 20 partner di 12 diversi Paesi europei, che si propone di trasformare i metodi tradizionali usati per le ricerche e le analisi scientifiche in approcci più veloci e dettagliati. La maggiorparte delle volte, i tradizionali esami effettuati nell’ambito della medicina legale richiedono molto tempo per avere un risultato preciso e affidabile, e il tempo può diventare un nemico quando è necessario avere esiti in modo rapido e il prima possibile.  

Proprio per questo motivo RISEN ha come obiettivo principale quello di creare una rete di sensori contactless che in tempo reale possano ottimizzare il rilevamento, l’identificazione, il tracciamento e la visualizzazione direttamente in loco, in modo da ridurre il tempo e le risorse impiegate in laboratorio e per velocizzare inoltre lo scambio di tutte le informazioni tra i LEA.  

I sensori saranno automatizzati e permetteranno di identificare, selezionare ed etichettare i materiali di tutte le tracce senza però essere distruttivi e senza utilizzare alcun tipo di contatto diretto. Ci sarà inoltre uno scambio di dati in tempo reale che permetterà l’invio delle informazioni ad un sistema chiamato 3D Augmented Crime Scene Investigation per riprodurre un modello 3D interattivo della scena. Le tecniche di realtà aumentata e la riproduzione realistica della scena daranno maggiore supporto agli investigatori che potranno in questo modo svolgere le indagini in maniera più veloce e dettagliata. 

L’Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) è occupata nella progettazione di quattro sensori (Raman, Libs, Lif e Crime light imaging) che aiuteranno a identificare, selezionare ed etichettare le tracce su cui investigare in modo totalmente digitale. Roberto Chirico del Laboratorio ENEA Diagnostica e Metrologia e coordinatore del progetto RISEN ha affermato quanto segue: “Grazie alla rete di sensori contactless che svilupperemo, sarà possibile effettuare accertamenti sicuri, rapidi e approfonditi direttamente sul luogo dove è avvenuto il crimine, ottimizzando il rilevamento, l’identificazione e l’interpretazione delle tracce rinvenute. Questo si tradurrà in una maggiore sicurezza per gli investigatori, in una riduzione di tempo e di risorse messe a disposizione per le indagini e, soprattutto, in un rapido scambio di informazioni tra forze di polizia dei Paesi europei coinvolti”. 

Le tecniche di realità aumentate e i sensori ipertecnologici permetteranno di rivoluzionare la scena del crimine che, grazie alla digitalizzazione, potrà ottimizzare e velocizzare il lavoro di tutti coloro che svolgono le indagini.   

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